Parte 1 – Capitolo 8/6 – D. & C. – Quando il gioco si fa duro

Home » Parte 1 – Capitolo 8/6 – D. & C. – Quando il gioco si fa duro

Parte 1 – Capitolo 8/6 – D. & C. – Quando il gioco si fa duro

“Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare.” – La celebre frase.

…“per il mio bene”…

“Hai una strana concezione del “per il mio bene”, disse Serena quasi sussurrando, la sua voce debole tremava dall’impotenza che improvvisamente si era impossessata del suo essere. Le lacrime scendevano da sole in modo del tutto incontrollabile. La situazione uscì completamente fuori dal suo controllo: Mauro aveva monopolizzato il territorio, il tempo, il tutto.

Rifiutando di arrendersi, Serena capì che l’unica arma rimasta a sua disposizione erano le parole. Le parole che dovevano colpire l’uomo seduto di fianco a lei in modo preciso e accurato, come le impeccabili frecce d’oro di Artemide. Facendosi coraggio, Serena si schiarì la gola. La sua voce rauca tagliò nettamente lo spazio organizzandolo in tre tempi ben definiti: “Prima, mi hai legata a te per quasi un anno con l’aiuto delle bugie. Dopo, mi hai letteralmente imprigionata in casa contro la mia volontà. E ora mi hai legata al lettino usando la forza. Quale esattamente di questi tue azioni dovrei considerare “per il mio bene”?”

“Tutte”, ribadì Mauro con tono deciso. “Adesso probabilmente non lo capisci, ma presto te ne renderai conto. Devi solo aprire gli occhi e vedere il quadro completo”.

Inginocchiato davanti alla sua prigioniera d’amore, Mauro lentamente esaminò le proprie mani. Poi spostò lo sguardo su Serena per quel che a lei sembrò un interminabile istante. Provò di nuovo quella terribile sensazione paranormale, come se gli occhi neri di Mauro risucchiassero la sua volontà privandola di capacità decisive. Finalmente, l’uomo si alzò in piedi e si mise a camminare avanti e indietro per la terrazza con le braccia incrociate dietro la schiena, come uno scienziato in cerca di risposta ad un dilemma irrisolvibile.

Regole del gioco

“Vedi amore mio, a differenza tua io so quel che voglio e quel che faccio. Capisco, che ora i miei modi di fare ti possano sembrare alquanto drastici, ma hai questa impressione solo perché non ti fidi di me abbastanza. Invece dovresti: darei la mia vita per te senza esitare perché se non ci fossi tu non terrei più alla vita stessa. Mi segui? La verità è che ti amo e, quindi, ogni cosa che faccio la faccio per te. La faccio per il tuo bene.”

“Non mi sembra”, mormorò Serena, man mano cominciando a soffocarsi dalle lacrime che non riusciva né a fermare né ad asciugare.

“L’ho capito che non ti sembra. Sei ancora una bambina, Serena, una bambina adorabile e selvaggia. Ma viziata, impulsiva, capricciosa e, perdonami, stupida. Sei una testa dura, ottusamente dura!” inizialmente tranquillo il tono di Mauro cominciava ad alterarsi gradualmente. “Non sei ancora una donna, non sai quello che vuoi. Peggio ancora: anche quando lo sai sei disposta a buttare tutto all’aria per via dell’alto morale, valori religiosi o altre cazzate verosimili inventate dai filosofi stitici e dagli idioti continuamente insoddisfatti. Stronzate varie che leggi nei tuoi libri. Vorrei bruciarteli tutti.”

Accettare la vita reale

Mauro fece un respiro profondo, poi proseguì nel discorso guardandosi intorno soddisfatto, come se stesse rivolgendosi ad un pubblico ampio e caloroso, ansioso di aggrapparsi alle sue parole. “Tu sei solo capace di vivere e respirare le parole come gli altri respirano l’aria, per riempirti e andare avanti. La vita reale non è così. La vita reale è una battaglia selvaggia, immediata e talvolta crudele, dove vince il più forte. E quando il gioco si fa duro, le parole non servono. Sappi che non ti danno una medaglia e non ti proclamano Santo nemmeno se segui tutte le regole scritte e non scritte.

Nella vita reale nulla ti viene servito sul piatto d’argento,” la sua voce affascinante e melodica di natura diventava sempre più vivace. “Quando sai quello che vuoi, devi prendertelo da solo. Devi solo pensare come riuscire ad ottenerlo, infrangere le regole del gioco e agire. Subito. Senza secondi pensieri. Usando tutte le capacità che hai a disposizione. Altrimenti perdi tutto. La vita reale ti passerà davanti, mentre tu ne sarai lo spettatore e non il protagonista. E tutto ciò che ti rimane in mano alla fine del tuo patetico tragitto, saranno i rimorsi inutili del tipo “avrei voluto”, “avrei potuto”… Io non sono fatto così. Non sono un’ipocrita e non mi nascondo dietro le difficoltà o le impossibilità apparentemente insuperabili. Sono l’unico titolare e l’unico dirigente della mia vita, solo io decido per me.”

“E anche per gli altri”, aggiunse Serena immobilizzata sul lettino. Le sue parole sospese nell’aria come le frecce di Artemide pronte a colpire.

Mauro la guardò furiosamente. Privata dalla possibilità di togliersi le lacrime, il bellissimo viso di Serena cominciò ad assomigliare ad una delle opere dei pittori surrealisti. “Solo quando i cosiddetti “altri” sono incapaci di prendere una decisione efficace e io, mio malgrado, ci tengo troppo,” le rispose bruscamente.

Vivere e respirare le parole

Per un attimo deconcentrato dal singolare e surreale aspetto di Serena, inarcò le sopracciglia cercando le parole adatte. Il suo viso all’improvviso diventò buio. “E’ vero, ti ho mentito sul fatto di non essere mai stato spostato e per lo più di non avere dei figli. L’ho fatto perché volevo con tutto me stesso che rimanessi al mio fianco e vedevo che lo volevi anche tu. Fidati, ci avevo pensato, ma non esisteva un altro modo di convincerti che volessi solo te nella mia vita. Per quel poco che ti conoscevo, avevo intuito, che se ti avessi raccontato tutta la verità sin dall’inizio, mi avresti lasciato all’istante in quanto “la mia storia” non avrebbe potuto rientrare nel tuo piccolissimo schema dei valori morali. Non allora. E, purtroppo, nemmeno ora: dopo tutto quello che abbiamo passato insieme.”

La penetrante voce di Mauro si stava alterando sempre di più. Ogni sillaba era scandita con massima precisione, le parole colpivano precise come le frecce di Apollo. “Pensa, sei disposta a sacrificare il nostro amore – il mio, il tuo, l’amore della tua vita – per che cosa? Per dei valori morali inesistenti inventati dai froci e dementi? Quindi si, ti ho mentito per il tuo bene, sperando che prima o poi smettessi di percepire il mondo nello statico ed insipido bene/male e vedere solo il bianco o il nero, ma cominciassi a distinguerne i sapori e i colori diversi, il calore e l’aroma, la felicità e la sfida. Aspettavo solo che tu imparassi a vivere la vita, non osservarla come il cavallo con i paraocchi. Allora ti avrei raccontato tutto. Ma avresti dovuto essere pronta.

Invece guardati: ora come allora sei solo pronta a fuggire nella tua vita surreale usando come scudo immaginario il morale alto inventato dagli altri. Tu non accetti la vita reale, hai paura di viverla, di lasciarti andare completamente. Non sai chi sei, te lo immagini soltanto. Quindi si, ti ho mentito per il tuo bene e ne sono orgoglioso.

E’ vero, ti ho tenuta “prigioniera” in casa nostra: è tua quanto lo è mia. L’ho fatto perché volevo che mi parlassi, perché una storia di queste dimensioni non si abbandona così. Nulla si risolve fuggendo. Devi imparare ad affrontare la vita reale e discutere dei problemi. Esporre la tua opinione in modo chiaro ed esplicito per poi capire il punto di vista altrui, non solo il tuo. Valutare ogni avvenimento nel suo insieme. Non sai fare nulla di tutto questo. Sei combattuta tra ciò che vuoi e ciò che ti sembra giusto.

Ti ho dato l’ultimatum. Avresti dovuto dirmi soltanto che non mi ami più e io ti avrei lasciato andare. Sono passati tre giorni e ancora non l’hai fatto. Ti ho legata qui – potrei approfittarmi di te o lasciarti così per dei giorni – eppure non me lo hai ancora detto. Basta dire, “Mauro non ti amo più” e tutte le tue sofferenze – supponendo che siano vere – finiranno. Perché non me lo dici?! …così mi svincolo da tutta questa situazione imbarazzante anche io! Dimmelo! Ora!”

Serena avvertì un acuto dolore al petto, come se innumerevoli frecce immaginarie che finora erano sospese nell’aria, diventassero vere e trafiggessero il suo corpo aprendo ferite laceranti dappertutto. Perlopiù, sentì come il peso delle frecce la stesse schiacciando togliendole la vita sempre di più. Il dolore aumentava in modo indescrivibile con ogni battito di ciglia, le mancava l’aria.

“Sto aspettando”, all’improvviso la metallica voce di Mauro si posò sulle frecce conficcate nell’anima di Serena come un macigno di acciaio. La ragazza non riusciva a respirare. Non riusciva a pronunciare una singola parola.

“Immaginavo”, disse Mauro con un tono di profonda disapprovazione. Fissò Serena per qualche minuto, poi si avvicinò al bordo della terrazza e facendo un mezzo salto si sedette lì girandosi verso l’esterno. “Sai, non avevo mai visto i miei piedi sospesi dal settimo piano”, disse con voce divertita.

Quando il gioco si fa duro

“Scherzi a parte, bisogna fare i conti e porre fine a tutto ciò. Il gioco si sta facendo troppo lungo e io comincio ad annoiarmi.” Mauro guardò l’orologio: “Ascoltami: adesso sono le 14. Entro le 15 tu hai tempo di dirmi quella maledetta frase. Prima lo fai, prima io scendo da qui, ti slego e sarai libera di andartene. Non cercherò più di fermarti ma rispetterò la tua decisione. A quel punto sarò morto dentro poiché tra di noi sarà finita, per sempre ed in modo irreversibile.

Tieni conto che più starò seduto qui fermo immobile, più le mie gambe diventeranno pesanti; potrebbero anche addormentarsi del tutto. Quindi devi mettere in preventivo che col passare del tempo, diminuiscono le mie possibilità di scendere dal lato giusto. Già che ci sei, metti in preventivo anche il sole che scotta e per metà mi acceca e il vento che oggi è notevole. D’accordo?

A parte questo, se entro le 15 io non sento le parole “magiche” mi butto giù. Vivere senza di te mi farebbe sentire morto dentro, te l’ho già detto. Quindi mi sacrifico per te: visto che sei incapace di prendere una decisione ti allevio il compito. Così la decisione sarà mia, mentre tu passerai il resto della tua patetica e surreale vita dicendo a te stessa: “avrei potuto”, “avrei voluto”… Sarà il tuo castigo per il mio delitto del quale non mi sento colpevole: ti insegnerà ad essere più forte.

Dunque, dal momento in cui non sarò più qui, potrai cominciare a liberarti. So che ce la farai: ci metterai da tre a quattro ore, forse poco più. Dopo, potrai andartene o rimanere. Dovrai finalmente decidere!”

Continua…

real, people, girl, love, sex

 Mauro è veramente intenzionato a buttarsi giù? O cambia soltanto le regole del gioco? Cosa farà Serena?

By |2018-07-05T12:36:09+00:00ottobre 5th, 2017|Categories: C'era una volta|0 Comments

About the Author:

Welcome to “In Italy in Love”! This fully versatile Web-magazine was created for People who want to know more about Italy, Italians, Italian mindset and Italian life style. Our team also offers a range of services and extensive support whenever you need it. Why not contact us today and see what can we do for you?

Leave A Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Welcome to In Italy in Love

In Italy in Love has been the #1 true-to-life Web-magazine about Italy for already 2 years, making it the most trusted and complete insight into Italian life on the Web. Real people, true stories, Italian mindset exploration and amazing overviews on Italian temptations are the reasons our visitors have fallen in love. We are dedicated to providing you with the best experience possible. 

Get to Know Real Italy

In Italy in Love gives you the ability to know and experience the Italian life style. Our sincerely and professionally written posts are entirely based on first-hand extensive experience and are always up-to-date. You can ask for any additional information for free with a few clicks through the Contact Page. Get in touch to find out why the sky’s the limit when it comes to In Italy in Love.

Our Main Categories

    1. Italians
    1. Italian Temptations
    1. Love & Italy
    1. Once Upon A Time

Our Main Services

      Âme Wedding
      Child Modelling
      Event Planning
      Tuscany Tours