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Parte 1 – Capitolo 8/3 – Delitto e castigo – La versione di Mauro

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Parte 1 – Capitolo 8/3 – Delitto e castigo – La versione di Mauro

“L’amore in azione è una cosa dura e terribile rispetto all’amore dei sogni”. ―

Fedor Dostoyevsky, I fratelli Karamazov

La Sua Storia…

Dunque…“, con un forte respiro Mauro cominciò la sua storia. “Sono stato sposato fin da quando avevo 22 anni, per 12 anni. All’inizio eravamo abbastanza felici. Non saprei dire se il nostro matrimonio fosse nato da una decisione puramente razionale o se fosse la conseguenza diretta della lunga e profonda amicizia. In realtà, non mi interessava più di tanto in quando sembrava la cosa giusta da fare. Vedi, io e Rebecca eravamo molto compatibili, se capisci cosa intendo dire: stessi interessi, stessi valori, stessi desideri, stessi atteggiamenti verso la vita.

Sono cresciuto come orfano e tutto ciò che da sempre desideravo era creare una famiglia. Lei, d’altro canto, era costantemente in lotta con i suoi genitori e sua sorella maggiore, il che la faceva sentire come se fosse un’orfana anche lei nonostante la famiglia. Così, ci eravamo sposati e abbiamo avuto due figli, ma questo lo sai già. Il più grande, Andrea, ora ha 12 anni, mentre Stefano ne ha 8…” Mauro fece un respiro profondo e poi espirò lentamente.

Quando l’amore conta

“Tu l’amavi?” cercando di sembrare disinvolta, Serena nascose il suo viso dietro il bicchiere pur sapendo che tutto ciò che Mauro poteva vedere nel buio era solo la sua silhouette. Al contrario, Serena poteva tracciare anche l’espressione più tenace del volto di Mauro alloggiante nella luce della luna. “Non dimentichiamoci, lui è il diavolo, quindi non si sa mai“, pensò Serena tra sé e sé, cercando di non far trasparire le emozioni, mentre il suo cuore accelerava.

“No, non credo. O meglio, non nel modo in cui amo te. Non ho mai amato nessuna nel modo in cui amo te. Ecco perché quando ci siamo incontrati per la prima vota ho avuto paura, anzi sono andato in panico più assoluto. Non ero pronto per un cosa così intensa”. Mauro si bloccò per un secondo, poi alzò gli occhi, ed il suo viso improvvisamente si animò di gioia.

L’amore passivo vs. l’amore in azione

“Vedi Serena, in italiano ci sono due modi per esprimere l’affetto che si prova verso l’altra persona: attivo e passivo. L’amore passivo è probabilmente quello più frequente, qui in Italia, e di solito si trasmette attraverso la frase “ti voglio bene”. Tali parole dimostrano che questa persona ti è molto importante. Questo è un genere d’amore platonico o familiare; è puro e sincero, profondo e incessante.

Però, l’amore passivo non farà mai battere il tuo cuore più velocemente… Non ti farà mai sentire le farfalle battere le loro ali colorate all’interno del tuo stomaco facendo uscire le scintille dai tuoi occhi… È completamente diverso da quando dici “ti amo””, Mauro puntò il dito verso Serena. “”Ti amo” è l’amore attivo”.

La sua voce forte e chiara, Mauro proseguì animatamente. “Vedi, “Ti amo” è ogni-potente. E’ come se ti dicessi: tu mi interessi più di qualsiasi altra cosa. Non posso vivere senza di te, non voglio, poiché non c’è alcun senso visto che senza di te non riesco mangiare, non posso respirare, non sento i sapori. Senza di te non vivo, esisto soltanto.

Ti amo” è altamente altruista, perché senza di te non sono niente, metaforicamente sono morto. La mia vita è tua. Se tu mi dicessi di salire sulla cima dell’Everest, lo farei. Se mi chiedessi di portarti la Luna, non esiterei. Non c’è niente che non posso fare per te, o almeno, non c’è niente che non proverei finché non riuscissi. Non ci sono limiti, nessuna posticipazione e tanto meno l’esitazione.”

Ti Amo” o “Ti Voglio Bene

“”Ti amo” è reale, è l’amore in azione, ma non è mai razionale. E questo è esattamente il punto che distingue “ti amo” da “ti voglio bene“.

In altre parole, quando dici “ti amo“…ti rendi conto che nel tuo cuore non c’è più spazio per te stesso. Come se ti auto annullassi per la persona che ami. Puoi dire “ti voglio bene” a dieci o a mille persone allo stesso tempo, ma ci sarà un’unica persona a cui dirai “ti amo“. Perché questo tipo d’amore è autentico, è immenso ed è stravolgente.

Tuttavia, a differenza di “ti voglio bene”, “ti amo” non è certamente genuino, visto che è seguito da un desiderio sessuale forte e costante. Per quanto “si consuma”, non è mai abbastanza. Mai.

Direi che l’amore in azione è il delitto e castigo allo stesso tempo. Vuoi possedere ad essere posseduto dalla persona che ami, vuoi essere la metà di una persona sola, non una delle due.

Questo è ciò che sento per te, Serena. Io ti amo. Per quanto riguarda Rebecca, le avevo sempre detto  “ti voglio bene“, e non mentivo, sai.”

La versione di Mauro

Mauro si alzò e versò ancora un po ‘di vino nel calice di Serena, che rimase in silenzio, con il cuore in gola. Con un movimento agile Mauro si mise nella sua precedente posizione sul pavimento e svuotò il calice in un solo sorso. Poi, continuò la sua storia; il suo viso chiaro nel fascio della luna, assumeva l’espressione sempre più oscura con ogni parola che articolava.

La storia del suo matrimonio

“Col tempo le cose tra me e Rebecca si evolsero in modo poco piacevole. D’altro canto, la mia azienda cresceva diventando sempre più di successo, mentre io ero sempre più impegnato. A dire la verità quasi non me ne accorgevo, poiché ero felice convinto che il mio duro lavoro garantirà un brillante futuro per i miei figli. Ripeto, sono cresciuto povero, per cui piuttosto morirei lavorando pur assicurarmi che i miei figli non scoprono mai cosa vuol dire vivere nella miseria “. Mauro fece un respiro profondo e poi riprese il suo monologo.

“Tuttavia, Rebecca non era per nulla felice. Si lamentava in continuazione che io non fossi mai a casa, che non mi importasse della nostra vita coniugale, eccetera. Così cominciammo a litigare giorno dopo giorno, minuto dopo minuto. Non riuscivo a capire qual’era il suo vero problema, però posso dire che era veramente fastidiosa. Ciononostante credevo con tutto me stesso che sia proprio questa l’essenza del matrimonio – il lato negativo – e che prima o poi, in un modo o nell’altro, questa crisi coniugale finirà e le nostre vite torneranno alla normalità … La cosa che non era mai accaduta”.

Mauro si versò altro vino ed annuì verso il calice di Serena, chiedendole in tal modo se ne voleva ancora. Lei scosse la testa e prese un altro sorso. “Cosa è successo dopo?”

Per qualche istante governò il silenzio. Soltanto l’orologio appeso sulla parete dava i segni di vita. Serena notò che gli occhi neri di Mauro illuminati dalla luce della luna gradualmente diventarono ancora più scuri. “Che fine avrà la sua storia?”

La storia del doppio tradimento

“Un pomeriggio, quando i ragazzi erano a scuola, avevo deciso di fare una sorpresa a mia moglie tornando a casa prima. Pensai che così avremmo potuto parlare, fare pace, consolidare la pace facendo sesso, insomma, tornare alla normalità. Acquistai persino i fiori”. Mauro respirò profondamente.

“Dunque, parcheggiai la mia auto, aprì il mio portone con la mia chiave, entrai dentro la mia casa, e poi improvvisamente sentì che c’era qualcosa di diverso. Niente era diverso, tutto era come prima, eppure c’era qualcosa di diverso. E poi lo capì. Vedi, Serena, ci sono quei momenti per me, quando so già che cosa sta per accadere”. Mauro svuotò un altro calice in un fiato ed alzò il mento, i suoi occhi bagnati dalle emozioni.

“Allora salì al piano di sopra e mentre camminavo lungo il corridoio, stavo cercando di prepararmi a quello che avrei trovato nella mia camera da letto. Un attimo dopo notai una giacca da uomo abbandonata sulla mia poltrona preferita. La giacca non apparteneva a me, però l’avevo riconosciuta immediatamente “, Mauro si sforzò di sorridere, il che lo fece sembrare ancora più disperato.

“Quindi, mentre raggiungevo la mia camera da letto, sapevo già che non solo avrei visto che mia moglie mi tradiva, ma che mi tradiva con Fabio. Il figlio di troia fu il mio migliore amico, il mio socio ed il mio testimone di nozze”.

Per un momento Mauro lasciò cadere il suo volto tra le mani. “Questo è così comune, immorale e di poco gusto. Voglio dire, il tradimento in sé è sporco e crudele, ma il doppio tradimento è terribile e devastante. Così, presi le mie cose e partì, senza spiegare niente a nessuno. Andai via e basta. Fine della storia”.

Quando l’amore in azione non basta

Serena guardò Mauro attentamente. “E poi hai conosciuto me?”

“E poi ho conosciuto te”, la voce di Mauro era tornata morbida e piacevole.

“Che cosa sono io per te? La ragazza che hai deciso di rovinare per superare il fatto di essere stato rovinato? La ragazza che pensi di avere il diritto di imprigionare qui con la forza o con le menzogne, basta che funzioni? È questo che tu chiami “l’amore in azione”? Che cosa sono io per te?!?” la voce di Serena tremava con i nervi.

“Tu sei il mio ossigeno, un soffio d’aria fresca e una luce nel buio. Sono stato perso, stavo spiritualmente morendo e tu mi hai salvato”. Gli occhi di Mauro cominciarono a brillare. “Mi sono innamorato di te, come non avrei mai immaginato fosse possibile. Ti amo, Serena, follemente. Questo è tutto quello che so. Credi ti possa bastare?”

Lentamente Serena si avvicinò a Mauro, si inginocchiò accanto a lui sul pavimento e gli guardò dritto negli occhi per alcuni secondi come se gli scansionasse la mente. Poi con un cenno leggero indicò il calice vuoto. Mauro prese la bottiglia e cominciò a versare, quando si rese conto che il vino era finito, poiché solo pochi goccioli si stabilirono sul fondo del calice di Serena.

“Vedi”, disse Serena con una voce penetrante, come se leggesse i segni del destino. “Non mi basta”.

Con queste parole, Serena graziosamente si alzò in piedi e salì al piano di sopra chiudendo la porta dall’interno.

Continua…

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Pensate la storia di Mauro sia vera?

2018-07-05T23:55:53+00:00By |Categories: C'era una volta|0 Comments

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