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Italia, il paese intriso di contraddizioni

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Italia, il paese intriso di contraddizioni

“È quindi necessario nello studio di ogni processo complesso, che contenga più di due contraddizioni, ricercare la contraddizione principale. Determinata questa contraddizione principale è facile risolvere tutti i problemi”. – Mao Tse-tung

Italia…

All’Italia, noi persone, vogliamo un bene dell’anima, indifferentemente da chi siamo: italiani, emigranti, immigrati o turisti esigenti. La amiamo smisuratamente perché ci provoca le emozioni migliori e i ricordi toccanti. Allo stesso tempo, noi persone, abbiamo sempre da lamentarci, nell’ordine corrispettivo: riguardo la politica poco favorevole, tasse troppo alte, esclusione sociale pur parziale o, per esempio, i treni in costante ritardo. Ci lamentiamo, perché avendo le aspettative ben elevate, tal volta ci sentiamo delusi, per cui irritati e disperati. Ma ciononostante la adoriamo, la assaporiamo e la portiamo nel profondo del nostro cuore. Per sempre.

Filosoficamente ragionando…

Secondo un’antica interpretazione delle leggi governanti il mondo, ogni cosa o l’evento ha la propria causa, in altre parole tutto ciò che accade è determinato. Tuttavia, secondo la democrazia occidentale, l’uomo è dotato di libertà, mentre il mondo gli offre le possibilità infinite, ove il dubbio rappresenta antidoto alle verità assolute. Questo è un dilemma che riguarda il nostro rapporto con la vita, la nostra ansia verso il cambiamento, l’esperienza e la conoscenza. 

Dunque perché l’Italia, questo spettacolare e meraviglioso Belpaese, suscita in noi, persone, emozioni così contraddittori tra di loro? Perché l’Italia è il paese intriso di contraddizioni. Sono quindi le contraddizioni dell’Italia che determinano la libertà di essere e le possibilità di fare. Contraddizioni che fanno divenire il dubbio la ragione comune, mentre il comune sentirsi contraddittorio viene percepito come normale.

Grandi contraddizioni dell’Italia

Storicamente…

Fatta dall’alto, l’Italia era nata da una contraddizione. A Plombières, Cavour, lo statista piemontese e Napoleone III segnavano i confini geografici sulla cartina per definire l’intervento francese contro gli austriaci. Un momento storico di innegabile importanza, tuttavia interessava a pochi italiani… I contadini del nord votarono per il referendum soltanto essendo costretti a mettere una croce a favore di quella piccola parte di latifondisti o borghesi desiderosi di un spazio commerciale più ampio. Al Sud, l’unificazione fu percepita con ancora meno importanza: un padrone veniva soltanto sostituito da un altro.

Tutta la storia dell’Italia è architettata da contraddizioni. Nonostante l’Unificazione, l’Italia è sempre rimasta divisa tra il Nord e il Sud. Due metà della stessa nazione costantemente conflittuali, ufficialmente uniti ma interamente divisi al tempo stesso. Le contraddizioni tra Nord e Sud sono infinite: dall’industria, e quindi l’economia e livello dell’occupazione, allo stile della vita e divergenze culturali, insuperabili. Così, ancora oggi, forse più che mai, il Belpaese coesiste in due dimensione culturali, in contraddizione con quella nazionale.

Politicamente…

A piramide, a queste contraddizioni culturali, tra Nord e Sud, si sovrappongono le contraddizioni di carattere regionale, cittadino e quello del comune. Come fa notare Riccardo Giumelli: “Su queste contraddizioni e sul modo di risolverle agisce la politica: la disparità di trattamento tra potenti e meno potenti, tra immigrati e cittadini italiani, tra tasse pagate e servizi ricevuti.” Nulla di cui gli italiani non sappino, e tutto di cui si lamentano in modo costante, ma purtroppo inutilmente.

Culturalmente…

L’Italia è il paese delle meraviglie in senso stretto: con i suoi 50 luoghi riconosciuti di valore universale,  l’Italia detiene il record nella lista dell’UNESCO World Heritage Sites. Tuttavia, sono pochi gli italiani che li hanno visitati tutti, per non dire che saprebbero elencarli a memoria o raccontare la loro storia. Per lo più, gli italiani che abitano a Roma mostrano una certa inettitudine e lentezza per visitare Milano o Genova, Firenze o Pisa, come accade anche al contrario.

In questo modo, il patrimonio più ricco riconosciuto ed ammirato a livello globale, questa eredità culturale inestimabile, viene con leggerezza trascurata dagli italiani stessi in quanto gli attribuiscono “poca” importanza. Quindi l’Italia è il paese delle meraviglie anche nel senso metaforico: essa batte il record anche per le sue contraddizioni intrinseche inerenti alla cultura del Belpaese.

Economicamente…

Qualcuno potrebbe ribadire dicendo che gli italiani si spostano poco, in quanto viaggiare in Italia dopo la crisi è divenuto come un vizio di lusso inaccessibile. Però sappiamo tutti che non ha nulla che vedere con la realtà dei fatti.

E’ vero, una volta in Italia si stava meglio. E’ vero, una volta c’erano più soldi in giro. L’introduzione dell’euro, la crisi finanziaria globale, l’immigrazione di massa hanno in quanto destabilizzato e messo in tensione la precedente beata vita del Belpaese. C’è la corruzione, c’è la finanza, ci sono le tasse, ci sono le bollette stratosferiche, c’è la gente che guadagna poco più di mille euro e fa fatica ad arrivare alla fine del mese.

Eppure, se provate andare a cena in un ristorante di un certo livello, diciamo sabato sera, senza aver fatto la prenotazione prima, difficilmente trovate posto. Inoltre, in nove casi su dieci il cameriere o chi per lui vi lancerà un’occhiata come se foste dei marziani. Mi sbaglio per caso?

Lo stesso riguarda la prenotazione delle camere negli weekend lunghi (per esempio, quello del 25/04/2017 o 01/05/2017), per non parlare dei resort marittimi, degli ombrelloni, o anche i posti negli aerei (per andare, per esempio, a Mykonos) nel periodo estivo. Non che il periodo di vacanze invernali facesse l’eccezione. Come nessun periodo dell’anno in particolare. Cambiano le mete, ma l’interesse e l’impegno a “spostarsi” non cala e i soldi si trovano. Grazie al cielo!

Non si può, in sostanza, pensare all’Italia se non attraverso la prisma della contraddizione.

Nazionalmente…

In fine, le divergenze culturali tra Nord e Sud, sfogate nell’antipatia intrinseca tra “ipocriti snobisti” e “terroni” (generalmente parlando, con tutto il rispetto alle conoscenze e relazioni personali, ove italiani mostrano l’innata agilità nel superare se stessi), vanno ulteriormente ridimensionati dall’immigrazione di massa. Poiché la massa respinge con forza ogni idea dell’integrazione e l’assimilazione europea nonché italiana.

Dunque in contrapposizione alla squisita cucina italiana abbiamo numerosi “kebabberie” o “ristoranti giapponesi” di provenienza cinese (tanto è tutto fatto in Cina, o no?), alle boutique alta moda italiana sorgono i negozi di abbigliamento cinese da due soldi, mentre camminare per le strade gli italiani si vedono sempre di meno… Dicono che l’Italia, una volta troppo amabile e colta, sta diventando sempre più disordinata, indisciplinata e irrispettosa. Che ne sarà? Boh. 

Boh soprattutto perchè oggi in Italia odierna non si assiste soltanto a rigurgiti nazionalisti quanto a una retorica anti-patriota. E la conseguenza diretta di questo sono migliaia di emigrati.

In fine…l’Italia è il paese intriso di contraddizioni

Secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili, nel 2015 gli italiani espatriati sfiorano i 100.000, di cui circa la metà sono le persone relativamente giovani (sotto i 40). Invece secondo i dati ufficiosi (ben più allarmanti), ovvero le stime comparate tra dati italiani e dati esteri, i numeri degli espatri oscillano tra i 250 e i 300 mila.

Inoltre, secondo il rapporto Istat la quota di emigranti laureati con più di 24 anni è passata dall’11,9% del 2002 al 27,6% del 2011 (mentre la quota di emigrati con titolo fino alla licenza media nello stesso periodo è diminuita passando dal 51% del 2002 al 37,9%), stabilendo così un rapporto del doppio di laureati in uscita rispetto a quelli in entrata. Come nota Dylan Emanuele De Michiel: “L’esterofilia dilaga fra i giovani studenti, fra i quali una fetta fra il 60 e il 70% vorrebbe spostarsi all’estero.”

Non trovate contraddittorio che molti italiani abbandonino l’Italia, il Belpaese a cui così tante persone sono interessate (per mille motivi)? Eppure, come ormai sappiamo tutti, non hanno tutti i torti. Perché l’Italia è il paese intriso di contraddizioni.

La contraddizione principale

Saggio Mao Tse-tung disse: “È quindi necessario nello studio di ogni processo complesso, che contenga più di due contraddizioni, ricercare la contraddizione principale. Determinata questa contraddizione principale è facile risolvere tutti i problemi”.  Eppure l’Italia non ne ha soltanto due di contraddizioni, o dieci, in quanto l’elenco delle contraddizioni d’Italia non finisce qui… Perché l’Italia è il paese intriso di contraddizioni. Per cui, per come la vedo io, la “contraddizione principale” di questo spettacolare e meraviglioso Belpaese, rimane, e forse destinato a rimanere per dei secoli, un mistero inestricabile…

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Qual’è secondo Voi la contraddizione principale del Belpaese? Condividete….

2018-07-06T00:11:57+00:00By |Categories: Italians|0 Comments

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