Parte 1 – Capitolo 8/1 – Delitto e castigo – Isolamento

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Parte 1 – Capitolo 8/1 – Delitto e castigo – Isolamento

“L’isolamento è una punizione troppo terribile da infliggere a qualsiasi essere umano, non importa quale sia il suo crimine. Si dice che spesso i criminali incalliti nelle carceri maschili mendicano per la sferza, invece.” – Emmeline Pankhurst

“Tutto il dolore è una punizione, e ogni pena è inflitta per l’amore tanto quanto per la giustizia.” – Joseph de Maistre

Prigioniera d’amore

Aprendo gli occhi nella tarda mattinata, Serena subito realizzò che ieri fu diventata una vera prigioniera d’amore. Imprigionata nel posto che avrebbe dovuto essere la sua bellissima casa. Imprigionata dall’uomo che avrebbe dovuto essere l’amore della sua vita.

Peggio ancora, sentì di amarlo tutt’ora. Eppure, lo odiava profondamente. Per tutto ciò che aveva fatto a lei, per tutto quello che rappresentava. Lo odiava alla cieca.

Ieri, dopo che Mauro le lanciò l’ultimatum in seguito all’impressionante scena-del-gettare-entrambi-mazzi-delle-chiavi-fuori-dalla-finestra-dell’appartamento mentre loro due rimasero chiusi dentro per un tempo piuttosto indeterminato… Serena gli impose il proprio.

Innanzitutto, d’ora in poi lei avrebbe dormito nella stanza degli ospiti visto che non poteva sopportare l’idea di dormire accanto a lui. In secondo luogo, durante il giorno lei occuperebbe il piano superiore dell’attico, mentre tutto il territorio del piano di sotto sarebbe alla completa disposizione di Mauro. In terzo luogo, Mauro, non dovrebbe osare di violare la sua privacy in nessun modo e per nessuna ragione. In parole povere, non dovrebbe cercare di coinvolgerla in nessuna conversazione, o tanto meno, provare a baciarla o avvicinarsi.

“... se sono costretta ad essere la prigioniera d’amore rinchiusa in questa casa per tempo indefinito, insisto d’essere rinchiusa in completo isolamento“. Con queste parole Serena afferrò il suo trolley ancora mezzo aperto, una bottiglia d’acqua e si diresse verso la stanza degli ospiti. Una volta dentro, chiuse a chiave la porta. Da un lato, non si fidava più di Mauro e perlopiù cominciava ad avere paura di lui. D’altro canto, ardeva dal desiderio di comunicargli in modo più che esplicito quanto disprezzava tutto il suo essere.

Giorno Uno

Nel tentativo di concentrarsi, Serena attentamente osservò il soffitto della stanza degli ospiti. “Be’, in un certo senso ho sempre saputo che la camera degli ospiti in questo appartamento potrebbe rivelarsi estremamente utile. Mai pensato che sarebbe toccato a me di fermarmi qui, però. Sono un’ospite in casa mia“. Serena abbracciò il cuscino e ridacchiò, divertita dal pensiero. “Oh, giusto! Non un’ospite, la prigioniera d’amore. Ora cosa devo fare per uscire da questa situazione?”

Stranamente, date le circostanze, Serena si svegliò di ottimo umore. Era positiva. L’idea che Mauro diventò il prigioniero di se stesso, ulteriormente condannato da lei all’isolamento, la intratteneva molto. Una volta, da qualche parte, aveva letto che per gli uomini l’isolamento rappresenta una sofferenza insopportabile rispetto a qualsiasi punizione fisica: poiché per i criminali, non c’è niente di più tormentoso e crudele che affrontare uno ad uno i propri demoni, senza alcuna possibilità di fuga fisica o mentale.

Delitto e castigo

Questa è la punizione più appropriata per il suo delitto. Non potevo inventarmene una migliore, non ci pensavo affatto. Ma lui vuole giocare: desidera tenermi qui come sua prigioniera d’amore per il delitto che ha commesso lui. Eppure, il delitto è suo, quindi, sarà suo anche il castigo. Ok, amore mio, giochiamo!” Serena stava maliziosamente sorridendo, quando sentì la voce di Mauro proveniente dal piano di sotto. Il diavolo in persona stava intensamente parlando con qualcuno al telefono. “Già, avrei dovuto privarlo anche del suo telefono cellulare.” Sulle labbra di Serena apparve un sorriso diabolico. Stavolta però la ragazza si fece la domanda sulla provenienza di quest’ultimo. “Pare che il potere diabolico che Mauro emana sia contagioso…”

Per il resto della giornata Serena ignorò Mauro beatamente. Non le è stato difficile portare avanti la sua decisione, poiché nel piano superiore – che ora apparteneva esclusivamente a lei – a parte la seconda camera da letto, c’era un bagno, la biblioteca, la palestra e, soprattutto, un’immensa terrazza. Quindi, l’unico luogo in cui due potrebbero incontrarsi rimaneva la cucina. Tuttavia, Serena avrebbe preferito morire di fame che mangiare insieme a Mauro.

Per cui, approfittandosi del momento in cui Mauro stava facendo la doccia, scese inosservata, andò dritta  in cucina e si portò un po ‘di cibo al piano di sopra. Un cesto di frutta, due pacchetti di biscotti al cioccolato da 250 gr e diverse bottiglie di acqua che dovrebbero bastare per un giorno, o anche due.

Poi, allegra e soddisfatta di sé stessa, come se fosse una bambina, Serena fece qualche salto sul letto e poi si buttò giù come se stesse facendo un tuffo allungando le braccia e le gambe in tutte le direzioni. Una volta atterrata, assaporò il gradevole profumo di lavanda emanato dalle lenzuola mai usate precedentemente. Dopo qualche istante e qualche respiro felice, Serena aprì il libro. Il volume che aveva scelto di rileggere stranamente era “Delitto e castigo”, scritto da Feodor Dostoevskij.

Giorno Due

Come il giorno prima, Serena si stava godendo il suo tempo. Al mattino, dedicò due ore circa agli esercizi fisici per sentirsi in forma. Nel primo pomeriggio, dopo aver fatto la doccia, Serena si mise sull’immenso terrazzo dell’attico e, navigando nel giovane e tenero sole primaverile, prosegui con la lettura di “Delitto e castigo”. La sera mangiò la sua cena a base di biscotti e frutta guardando dei film in onda. Quando il film era finito, Serena uscì di nuovo sulla terrazza e assunse una posizione confortevole sulla sedia a sdraio. Poi guardò le stelle, godendo del silenzio e ripensando a tutto, senza badare al tempo che scorreva, irrecuperabile.

Non mi ha detto che aveva una moglie… E non l’ha avvisata che stava per rompere con lei. …non è nemmeno il fatto che ha rotto con la sua ex-moglie, ma è il come l’ha fatto.” Serena accese la sigaretta. Non era una fumatrice convinta, tuttavia nei momenti di stress eccesivo o, al contrario, del rilassamento assoluto, le piaceva fumarsene una o due. Ed ora, con ogni tiro particolarmente gustoso, la mente di Serena stava ripensando a tutti gli avvenimenti della loro storia d’amore sin dall’inizio fino a questo momento.

Avvicinandosi

La cosa brutta di Mauro è che lui non accetta”no” come risposta. Questo gli permette di manipolare le persone. Così ha fatto con me, sin dal momento in cui ci siamo incontrati. Giusto per cominciare, mi ha convinta di trasferirmi in Italia per andare a vivere con lui, senza lasciarmi del tempo per realizzare la cosa o permettermi di esitare. Mi ha letteralmente strappata via dalla mia vita. In caso contrario, a sentire lui, sarei diventata una specie di “disertore codardo” che lo farebbe morire dal dolore. Chi di noi due è il disertore dopo tutto?!?” Serena era furiosa.

In secondo luogo, mi ha imprigionata qui. Poiché sapeva che altrimenti mi avrebbe persa. L’aveva capito. Quindi, ha preso una decisione immediata in quanto disperata. Chissà se reagisce sempre così, quando sente che sta per perdere il controllo della situazione? O meglio, quando sente che qualcosa sta andando contro i suoi piani?” Piano piano Serena si stava avvicinando sempre di più alla comprensione più profonda ed accurata di quest’uomo. “Lui decide e ti obbliga di eseguire. Come se fosse un business. Come se lui fosse il mio capo. Prepotente bastrdo, una persona terribile. Lo odio, lo odio profondamente… Il peggio però, è che sono ancora tanto innamorata. Questo è il mio delitto e castigo”.

Improvvisamente Serena sentì la voglia irrefrenabile di bere un bicchiere di vino. Così, scese silenziosamente al piano di sotto e proseguì in punta di piedi fino alla cucina, prese una bottiglia di vino bianco (così sembrava dato il buio) dal frigo, trovò il cavatappi e un calice. Desiderando di non fare alcun rumore, decise di stappare la bottiglia direttamente nel suo alloggio. Pronta a tornare al piano di sopra , notò l’ombra di Mauro diffondersi sul pavimento nella luce della luna fino ad arrivare ai suoi piedi. Poi vide lui sulla porta. Mauro bloccava l’uscita. Serena malapena riuscì a trattenere il grido.

Oh no, ci risiamo …”

Continua…

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Secondo voi, cosa succede dopo?

By |2018-07-06T15:12:14+00:00aprile 5th, 2017|Categories: C'era una volta|0 Comments

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