Il posto della donna italiana è in casa?

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Il posto della donna italiana è in casa?

“I paesi e le aziende possono essere competitive solo se essi sviluppano, attraggono e trattengono i migliori talenti sia maschili che femminili. Mentre i governi hanno un ruolo preponderante nella creazione del quadro politico corretto volto a migliorare le opportunità delle donne, diventa l’imperativo che le aziende creino i posti di lavoro ove i migliori talenti possono fiorire. La società civile, gli educatori e la Media hanno tutti un ruolo importante da svolgere sia nell’emancipazione delle donne e sia nel coinvolgere gli uomini in questo processo”. – Klaus Schwab, Executive Chairman, World

Il divario di vecchio stile nell’Italia moderna

Nel corso dei secoli le donne italiane erano limitate ai ruoli di “suora, moglie, serva, cortigiana” [Sara F. Matthews-Grieco (a cura di), “Monaca, moglie, serva, cortigiana: vita e immagine delle donne tra Rinascimento e Controriforma.” Firenze: Morgana, 2001]. Questa “saggezza convenzionale” regnò dal Medioevo al Rinascimento e perfino alla fine della Seconda Guerra Mondiale.

Infine, nel 1948 la nuova Costituzione italiana stabilì che d’ora in poi le donne italiane avevano pari diritti con gli uomini italiani. Per la prima volta le donne italiane ottennero il diritto di votare ed essere elette. Tuttavia, questo “divario” in realtà non fu ristretto fino al 1970. Per superarlo c’era voluto più tempo, più leggi e più riforme.

Eppure, ancora oggi, le donne italiane devono affrontare una serie di sfide. Sebbene nell’Italia moderna la differenza tra i sessi non è così evidente come lo era in passato, il clima sociale non riflette ancora una totale uguaglianza tra uomini e donne. Purtroppo, questo è particolarmente vero per quanto riguarda il sud d’Italia, dove il gli abusi domestici o sessuali, così come “delitti d’onore” si svolgono ancora oggi (per saperne di più: gvei).

A parte le questioni sopramenzionate, la cruda realtà è che molti italiani ancora oggi suppongono che il posto della donna sia in casa, mentre il suo dovere principale è quello di prendersi cura della casa e dei bambini invece di portare a casa uno stipendio in più. Infatti, secondo le statistiche LFS, nel 2015 solo il 47,8%  delle donne italiane risultavano impegnate in un’attività lavorativa: il tasso più basso di occupazione femminile tra tutti i paesi dell’Unione europea!

Voglio dire, data la crisi finanziaria e tutto il resto, non pensate che maggior occupazione delle donne italiane contribuirebbe a rilanciare l’economia del paese? Sul serio?

Il posto della donna è in casa

“Il posto della donna è in casa”, è il concetto che milioni di donne odiano. Eppure, nell’Italia di oggi, questa idea ha tutt’ora i suoi sostenitori e, contrariamente ad ogni aspettativa, continua a guadagnarne dei nuovi. Tra cui troviamo non solo la stragrande maggioranza dei mariti gelosi e possessivi, ma anche una specie in via di estensione di donne italiane di mentalità tradizionale.

Accantoniamo per un momento le noiose statistiche – nonché il cinismo – e proviamo a vedere in un modo alternativo questa questione controversa. Per cominciare, sembra logico supporre, che una donna in carriera sia per così dire costretta a sacrificare la vita familiare. Da diversi punti di vista.

Al fine di capire cosa ne pensano veramente gli italiani, ho deciso di intervistare i miei amici italiani, i loro parenti, e tutte le persone sconosciute che si sono resi disponibili a collaborare. Infine, per la mia indagine ho intervistato un totale di 1650 persone, sia le signore che i signori, con una fascia di età tra i 17  e i 65 anni. Ecco i risultati.

Nei panni di LEI: Pro e contro

Faccende domestiche

Logicamente, una donna in carriera ha meno tempo per pulire la casa e sistemare i vestiti del marito. Per non parlare di portare/ritirare il bambino/i bambini a/da scuola. (O averli in generale!) Così, in 8 casi su 10, la donna in carriera si appoggia su una domestica, una colf, che esegue tutte le faccende, appunto domestiche, per “la donna in carriera” e la sua famiglia. Non bisogna sottovalutare perfino il ruolo di baby-sitter!

Se una donna italiana in carriera è un po’ più fortunata, potrà contare sull’aiuto dei suoi genitori o quello dei suoceri. Ma anche se per qualunque motivo non li ha… Sicuramente troverà una soluzione!

Meno tempo per la vita inutile

Ovviamente, una donna in carriera ha meno tempo per camminare avanti e indietro contando quante calorie ha ingoiato oggi (pur ammettendo che la maggior parte delle casalinghe non si preoccupano nemmeno, giustamente). La donna in carriera di tanto in tanto si dimentica di mangiare o preferisce andare in palestra durante la pausa pranzo per liberarsi dallo stress e restare in forma.

Lei ha meno tempo per lo shopping, parrucchieri e gli aperitivi con le amiche. Ha meno tempo per conversazioni interminabili con dei parenti lontani o le chat superficiali con gli amici sui social. Figuriamoci, considerare i vicini di casa! Purtroppo però, non riesce a dedicare molto tempo nemmeno a chi tiene particolarmente.

Tuttavia, la donna in carriera è sempre perfetta, aggiornata e precisa. È essenziale.

Niente stress a casa

Una donna in carriera ha poco tempo per cucinare (e spesso pochissime competenze), immaginiamoci preparare una cena divina. Il che ha anche il lato positivo. Poiché se il marito dovesse presentarsi con ritardo imprevisto, la donna in carriera non solo lo apprezzerà per il tempo che grazie a lui è riuscita ad avere per se stessa… ma soprattutto, precedentemente esausta dal lavoro, non avrà assolutamente alcun desiderio di rimproverare il povero essere che ora deve mangiare la “pasta troppo cotta” o “l’arrosto troppo freddo”, come avrebbe fatto da devota casalinga.

Probabilmente, la donna in carriera farà solo una telefonata per ordinare la pizza o farà un trendy ordine online da una Rosticceria Cinese. Chi l’ha detto che “povero marito” non potrà godersi la nuova versione di cena all’italiana? Almeno, fino ad un certo punto.

Dunque, il punto è che la donna in carriera troverà una soluzione efficiente qualsiasi sia la situazione! Piuttosto che brontolare…

Faccende pratiche

In fine, la donna in carriera porta a casa uno stipendio. Uno buono. Punto.

Inoltre, al giorno d’oggi è diventata piuttosto una regola che un’eccezione che i matrimoni come le convivenze abbiano una data di scadenza. Anche se essa non viene mai riportata sulla confezione. Eppure, se dovesse finire, almeno la donna in carriera avrà il suo lavoro. Se invece non dovesse accadere, significa che non c’è alcun motivo di rinunciare alla carriera per un uomo, in nessuno dei casi. 

Nei panni di LUI: carriera come gioco dei ruoli

Prima o poi, l’uomo italiano avente una relazione con una donna in carriera – soprattutto se lui è un ex mammone! – comincerà a sentirsi trascurato. Poiché probabilmente la sua donna in carriera non avrà nessun interesse di controllare se i vestiti del suo amato portano le tracce dei rossetti o fard di provenienza estranea, fare le scene di gelosia o viziarlo di eccessiva attenzione.

Infatti, la donna con una brillante carriera e un lavoro importante, ha senza dubbio meno tempo per essere diffidente e psicologicamente insoddisfatta. Lei non è più una serva, ma una mistress. Pertanto l’uomo capisce che ha perso il controllo…

Inevitabilmente, lui lo vedrà come la disintegrazione della famiglia nel senso stretto della parola. Poiché, al contrario di ciò che la maggior parte sostiene, gli uomini italiani confessano: con le donne piene di se, sicure e indipendenti al loro fianco, si sentono insicuri. Il che influisce anche sul sesso.

Più alto è lo stipendio della moglie, più si sente uno fallito.

Se lei non manifesta alcuna gelosia, lui diventa paranoico.

Più velocemente aumenta la sicurezza della moglie, più rapidamente evapora  la sua.

In tal modo, l’orgoglio dell’uomo italiano – costantemente umiliato su così tanti livelli – con una vocina proveniente dal lontano subconscio segretamente gli suggerisce di salvarsi: cioè lasciarsi, fuggire, divorziare. Ripensandoci diverse volte, si rende conto che non ha abbastanza coraggio (o “le palle”). Poiché il divorzio per quasi tutti gli uomini italiani malapena potrebbe divenire una vera soluzione, ma certamente un incubo. Da quale uscirebbe più insicuro in quanto ufficialmente spogliato dalle proprie risorse ed inchiodato con dei debiti imprevedibili. Quindi opta per una decisione  alternativa – una storiella d’amore rigorosamente segreta. Probabilmente dicendo all’amante di essere “separato in casa” e quasi sicuramente essendo solo lui al corrente di tale “separazione”.

Dunque per un unico ruolo femminile dove la donna in carriera non ha pensato di trovarsi una sostituta, ci penserà lui. Ha bisogno di ritrovare la sua autostima, dopo tutto. E la storiella d’amore non è altro che una scorciatoia per farlo. Dal punto di vista prettamente maschile.<

Colpa di Eva

Provate a immaginare la complessità al posto di lavoro causato da tacchi alti e gambe gracili delle colleghe “sexy”… Questo, a quanto pare, fa si che gli uomini italiani vanno in soggezione, e poi si distraggono ulteriormente fantasticando o, al contrario, costringendo i pensieri impuri ad abbandonare le loro menti lavorative. Strano che le donne belle non sono state ancora accusate per la recente crisi economica (in quanto uso dei fuochi rituali per bruciare le streghe risulta fuori legge)!

<>Inoltre, la solo idea di avere come capo una donna ambiziosa, severa e affascinante per maggior parte degli uomini italiani risulta al quanto mortificante… Se questo dovesse capitare ad ogni uomo d’Italia, possibilmente assisteremmo ad un’emigrazione maschile di massa verso Zimbabwe o simile, dove l’autorità rimane tutt’ora una prerogativa esclusivamente maschile. Come risultato finale, questo avrebbe portato all’estinzione del popolo italiano. Probabilmente.

Rendete a Cesare ciò che è di Cesare

In questo modo, siamo giunti al nocciolo della questione.

>Il creatore ha dato alla donna il dono più prezioso – la possibilità di portare in grembo e far nascere un figlio. Per dei secoli, gli uomini erano gelosi di questa decisione di Dio, ma, nonostante tutto, il loro malcontento non fu accontentato. Pertanto, gli uomini non avevano altra scelta che rendersi utili provvedendo per le loro famiglie. (Il problema è che a volte non sono sufficientemente efficienti…però stanno provando, giusto?)

Così, la soluzione del dilemma “se il posto della donna fosse in casa” a molte persone italiane sembra piuttosto semplice – infatti, il posto di una donna è in casa mentre quello di un uomo è al lavoro: rendete a Cesare ciò che è di Cesare.

Senza mai dimenticare, che dietro ad ogni grande uomo c’è sempre una grande donna che gli permette di credere che tra i due… è lei la parte debole!

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By |2018-07-06T17:23:12+00:00febbraio 6th, 2017|Categories: Italians, Non categorizzato|0 Comments

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