Parte 1 – Capitolo 5 – Occhi ampiamente chiusi e bugie veritiere

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Parte 1 – Capitolo 5 – Occhi ampiamente chiusi e bugie veritiere

 “Non mi dispiace che tu mi hai mentito, mi dispiace che da ora in poi non posso più crederti”. – Friedrich Nietzsche  

C’era una volta…

… c’erano Serena e Mauro. O meglio, c’era Serena. Una ragazza “catapultata in una nuova vita”… per scoprire, per caso, che il suo amore italiano non era soltanto suo…. E legalmente parlando, non era affatto suo. Quindi, incontriamola esattamente dove l’avevamo lasciata: svenuta sul pavimento del loro lussuoso appartamento, con gli occhi ampiamente chiusi da un’invisibile benda fatta su misura di bugie veritiere.

Aprendo gli occhi

Lentamente, Serena aprì gli occhi … La prima cosa che vide fu il parquet… Il pavimento in parquet … Poi l’angolo sinistro inferiore del divano in pelle bianca… Una matita sotto il divano… “Cosa sta facendo lì?” fu il primo pensiero che attraversò la mente di Serena.

“Cosa sto facendo io qui?!!” Naturalmente fu il secondo. “Oh … …”

Lentamente, Serena realizzò che era svenuta… Il motivo…. Per quale motivo le sarebbe successo?! Oh Dio

Lentamente, Serena spostò gli occhi verso i fogli di carta sparpagliati sul pavimento. “Ok, la lettera, ci sono.”

La lettera puzzle

La leggera brezza primaverile cautamente entrò dalla finestra semi aperta e si mise a giocare con dei fogli della lettera come se fossero diversi pezzi di un puzzle. Diversi pezzi del puzzle che ora Serena dovrebbe mettere insieme… O c’erano dei puzzle diversi?

Improvvisamente, Serena ricordò i brividi sulla pelle e il senso del tremendo e penetrante shock che la lettera l’aveva causato. La giovane donna non riusciva a ricordare i dettagli del suo svenimento, successivo alla lettura della lettera, ma realizzò che la lettera ne fu il motivo. Dopo tutto, era l’unica spiegazione logica in grado di esplicare come mai si trovava spianata sul pavimento.

Lentamente, Serena si rese conto finalmente di aver afferrato la realtà: per la prima volta da quando aveva conosciuto Mauro.

Per un istante Serena si sentì inerme e disperata. In un attimo, Serena si rese conto di aver vissuto con gli occhi ampiamente chiusi per un bel po’. Per lo più, era come se una benda invisibile le premesse sulle palpebre oscurandole completamente la vista. Sentì l’ansia crescere…il respiro diventava sempre più corto…

La leggera brezza allegramente agitava nell’aria i pezzi della lettera-puzzle producendo così un piacevole rumore… Giovane arietta, piena di fresche e gustose note della primavera appena iniziata, stava riempendo la stanza. “Respira. Delicatamente… Non fermarti….”

Sbarazzandosi della benda

Lentamente, Serena cominciò a ricordare. Dunque, c’era questa lettera. La lettera che non era nemmeno intestata o indirizzata a lei. Quindi, era la lettera che Serena non avrebbe dovuto nemmeno leggere. Tuttavia, lei l’aveva letta. E ora, stranamente e contrariamente a qualsiasi logica, Serena era felice di averlo fatto. Dopo tutto, la vita è una cosa curiosa.

E questa era una coincidenza di vita molto curiosa. Ma era una semplice coincidenza? Oppure fu la mano del destino ad intromettersi ed aprire gli occhi a Serena ampiamente chiusi fino a quel momento? E sciogliere il tessuto di bugie di quella benda invisibile che Serena inconsciamente indossava fin dal giorno in cui si era innamorata…

Primo,

la lettera chiaramente rivelava quella parte di vita di Mauro della quale Serena non era assolutamente a conoscenza. Innanzitutto, che il suo fidanzato, l’amore della sua vita, l’uomo con cui conviveva, era un perfetto bugiardo. D’altra parte, che il bugiardo aveva moglie e due figli.

Secondo,

la lettera metteva nero su bianco che tutte le cose che Mauro aveva mai detto a Serena non erano altro che bugie. Bugie da gran premio, poiché sono studiate ed applicate in modo talmente accurato e preciso che sembravano veritiere. “True lies”, Serena fece una smorfia. “Anche se suona familiare, non fa affatto ridere e non sembra una commedia “. Improvvisamente Serena capì che c’erano un’infinità di bugie intrecciate in tutta la storia di Mauro. Almeno nella versione che le aveva raccontato. “Pensa”.

Terzo,

Serena fu convinta che una persona capace di mentire una volta lo avrebbe fatto di nuovo; tale ragionamento vale anche al contrario. Per lo più, queste non erano bugie ​​insignificanti: queste erano bugie grosse, terribili, inquietanti, agghiaccianti. Lentamente Serena realizzò che non avrebbe potuto fidarsi di Mauro mai più. Sentì come questa consapevolezza mista ad una delusione e unita al dispiacere immane trasformarono il sangue nelle sue vene in piombo premendo il suo corpo sempre più verso terra. Proprio come disse Nietzsche: “Non mi dispiace che tu mi hai mentito, mi dispiace che da ora in poi non posso più crederti“. Al recentemente acquisito passo di lumaca, Serena cominciò a dubitare se una sola parola mai pronunciata da Mauro fosse vera. “Mi ama? O anche queste parole erano false come tutto il resto?”

Quarto,

Serena capì di non essere soltanto delusa da Mauro. D’ora in poi, lei aveva paura di lui. Purtroppo fa parte della natura umana: abbiamo sempre paura di ciò che non sappiamo…

Quinto,

il contenuto di questa lettera stava per cambiare tutta la vita di Serena. Di nuovo. Tuttavia, la lettera non conteneva nemmeno il nome della ragazza, nessuna traccia che le persone che l’avevano scritto fossero consapevoli dell’esistenza di Serena nella vita del gran bugiardo. Di nuovo, curiosa coincidenza o la mano del destino che tira via la benda dagli occhi di Serena?

Il puzzle

Dove ho sbagliato? Che cosa sono riuscita a non vedere?” Lentamente Serena iniziò a ricordarsi ed ad analizzare attentamente il corso degli eventi dell’anno scorso. Cercando di riprodurre ogni singola parola che Mauro le aveva mai detto, giovane donna sforzava la mente a elaborare ogni singolo dettaglio, ogni singolo fatto che potrebbe sembrare sospetto, risultare ambiguo o non corrispondere ad un altro. Tuttavia, non riusciva a trovare niente. Niente.

Single

Ha detto che era single, che non era mai stato sposato e non aveva dei figli. Ok, ovviamente era una bugia. La bugia più assoluta che l’essere umano abbia mai inventato, detto ad alta voce e ripetuto per mille e mille volte ormai. Eppure, sembrava profondamente convinto di ciò che diceva. Ed è per questo che era così convincente… E io ero così cieca”. Serena avvertì un altro attacco di brividi. “Ok, respira. Mauro ha detto che era single. Mentiva guardandomi dritto negli occhi. L’aveva fatto per un anno ininterrottamente. Aveva mentito ai miei genitori, ai miei amici, a tutti coloro che ci circondano. Come cavolo è riuscito?! D’accordo, lasciamo a parte me, la mia famiglia e i miei amici… ma gli amici di lui? Lo sapevano? Lo sanno? Se sanno, che cosa esattamente?!…”

Orfano

Ancora sdraiata sul pavimento, Serena cercava di assemblare i pezzi del puzzle … “Ok, che cosa ho perso? Ha detto che era orfano e che, finche non fosse scappato, era cresciuto in orfanotrofio insieme a suo fratello maggiore. Il fratello che è morto qualche anno fa. Eccolo. Un fratello è sempre un parente, e in assenza dei genitori rappresenta tutta la famiglia. E anche vero, che Mauro non aveva mai approfondito l’argomento…Ricordo però che mi disse che non aveva né genitori, né parenti. Nessuno in tutto il mondo. E che l’unica persona cara che gli è stata vicina in tutta la vita…ero io…”

Poi improvvisamente capì!

“Vero” amore

Giusto, la risposta era lì. Proprio davanti ai suoi occhi! Per tutto il tempo!

Amore mio, non lasciarmi mai“… ora stava cominciando ad avere senso … Questa frase, pronunciata da Mauro nei momenti più romantici e più intimi, talvolta faceva venire a Serena dei brividi… sin dall’inizio… Non trovava nessuna logica, anzi era completamente contrariata all’idea che fossero le parole adatte da dire alla persona con cui si sta felicemente insieme, innamorati al punto che di più non si può, e, con maggior probabilità, per tutta la vita.

Anche perché Serena aveva già dimostrato a Mauro la propria scelta e l’immensità del proprio amore nei suoi confronti cambiando completamente la sua vita. Aveva lasciato il suo paese di nascita e la casa dei suoi genitori, aveva abbandonato gli studi e gli amici. Praticamente, aveva rinunciato a tutto per stare con lui in un paese dove non aveva nessuno e cominciava a parlare la sua lingua in modo fluente giusto ora, a quasi un anno di distanza. Mauro non poteva dubitare di lei. Non ne aveva alcun diritto morale o semplicemente umano. “Dunque, se hai dei dubbi, fai un piccolo passo alla volta – probabilmente, pari a quello della lumaca – per andare avanti. E certamente non capovolgi la tua vita e soprattutto quella dell’altra persona. Invece se sei sicuro, se ti fidi, non dubiti. Perché Mauro continuava a dubitare nonostante tutto?”

La mente di Serena girava frenetica. “Perché aveva qualcosa da nascondere… Qualcosa che fu convinto, anzi sicuro al cento per cento più cento, che non avrei mai accettato o capito. Qualcosa che potrebbe rivelarsi superiore all’amore che nutro per lui… Quindi per tutto questo tempo era consapevole che il suo segreto fosse superiore al mio amore smisurato? Qual’è il suo segreto? E quello di avere una famiglia segreta? O c’è ne di più? “

Continua…

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By |2018-09-14T17:20:30+00:00gennaio 19th, 2017|Categories: C'era una volta|Tags: |0 Comments

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