I Mammoni, il complesso di Peter Pan e il Matrimonio

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I Mammoni, il complesso di Peter Pan e il Matrimonio

Ne di Venere ne di Marte non si sposa ne si parte! – Proverbio italiano

Perché sposarsi? Questa si che è una domanda…

Il proverbio citato sopra, senza alcun dubbio, era nato per trasmettere l’idea che il matrimonio è destinato a durare per sempre. O, almeno, per un periodo lungo quanto la vita umana. E, naturalmente, aveva una connotazione del tutto positiva.

Oggi, la connotazione di questo proverbio è diventata piuttosto negativa. Nulla di strano, visto che in Italia il matrimonio sta andando fuori moda: la gente non si sposa più. Perlopiù, al giorno d’oggi i giovani italiani, così come molte persone di mezza età, considerano il matrimonio un artefatto culturale appartenente al passato. Sia le donne italiane che gli uomini tendono a posticipare il matrimonio per decenni, alla fine spesso optando a non sposarsi nemmeno.

Dunque, questo significa che la maggior parte degli Italiani sono single? O che oggi come oggi gli italiani preferisco altri tipi di relazioni? Meno formali, poco impegnative, se non addirittura il cosiddetto “amore libero”? Arriveremo a queste risposte più avanti.

Per ora, invece, vorrei esplorare le ragioni principali per cui al giorno d’oggi gli italiani non si vogliono sposare. E spesso nemmeno avere dei figli. Almeno, finché un bel giorno non ci si svegli giusto in tempo per non perdere l’ultimo treno. Infatti, l’età media delle donne italiane nel momento in cui danno la vita al loro primo figlio è di 32 anni, mentre l’età media dei papà novelli è spesso superiore. Inutile dire che il primo figlio spesso diventa “l’unico”. In tal modo il tasso di natalità in Italia è in continuo declino; e così è stato per gli ultimi 8 anni. Però è più facile che un italiano decida ad avere un figlio (o anche due!) che sposarsi. Perché?

Quattro motivi perché gli italiani non vogliono sposarsi

Secondo le statistiche pubblicate dall’ISTAT il declino dei matrimoni è uniforme in tutta l’Italia. Un fenomeno alquanto insolito poiché l’Italia è il paese intriso di grandi differenze culturali tra Nord e Sud. Il fatto che questa tendenza abbraccia tutta l’Italia è piuttosto curioso, soprattutto perché gli italiani del Sud hanno mantenuto i valori tradizionali, religiosi e familiari in misura assai maggiore rispetto ai suoi compatrioti settentrionali.

La riluttanza degli italiani a sposarsi può essere esplicitamente osservata nel declino dei primi matrimoni, soprattutto tra le persone sotto i 35 anni. Infatti, l’età media del fidanzato italiano è…50 anni! Perché?!?

Beh, per tanti motivi che sono una parte intrinseca del moderno stile di vita all’italiana.

1. Il “mammone”

Originariamente, la parola “mammone” indica un uomo adulto  troppo attaccato alla madre come se fosse ancora un ragazzino. Fino a poco tempo fa, questo termine aveva una connotazione dispregiativa, se non addirittura offensiva. Oggi invece il termine “mammone” sta assumendo il carattere sempre più neutro e viene usato per descrivere il proprio stile di vita, ovvero l’autentica ed inconfondibile scelta personale.

Lo sapevate che in Italia circa l’81% degli uomini, relativamente giovani (20-35), vivono ancora a casa dei genitori? Naturalmente, la crisi economica, la precaria situazione lavorativa, alti prezzi d’affitto e le bollette stratosferiche non hanno fatto altro che “incoraggiare” i giovani di soggiornare a casa dei genitori più a lungo possibile. Oppure, usare le suddette ragioni della difficoltà della vita come la scusa ragionevolmente strutturata: perché il mammone non vuole staccarsi dalla mamma.

Mulino a vento e Sancho Panza

La madre per il mammone è l´unica e sola persona di cui si fida ciecamente. Lei è l’unica persona autorizzata a dargli dei consigli. E spesso, la madre è l’unica persona a cui egli pensa veramente (sia nel senso affettuoso, sia quello materiale). Il mammone letteralmente adora sua madre. Nulla di strano, d’altro canto, visto che la mamma lo tratta con l’amore e si prende la cura estrema di lui come se fosse ancora un bambino. Per cui quando la fidanzata del mammone, con abbondante riluttanza, finalmente realizza che lei è – e sempre sarà – solo la seconda donna nella vita di quest’uomo…il rapporto spesso muore li.

Con tutto il rispetto al concetto della famiglia italiana e il legame tra madre e figlio, non è difficile intuire che questo “culto della madre” rappresenta un ostacolo non indifferente per maggior parte delle donne italiane. Così, molti fidanzamenti inizialmente promettenti finiscono ancora prima di arrivare al matrimonio. Esasperata e stanca di aspettare che il suo uomo “cresca”, la donna capisce che non abbatterà mai questo mulino a vento. Il “mulino a vento” non è “la madre”, ma la mentalità del mammone. E non essendo un Don Chichotte di natura, tanto meno una donna si accontenta del ruolo Sancho Panza.

Secondo le le statistiche, oggi circa il 70% delle donne italiane fino a 30 anni vivono con i genitori. Cosa dovrebbero fare, d’altra parte, se il sesso opposto che dovrebbe essere il più forte dei due…si rivela sempre più debole? E quasi mai utile? A parte il sesso…

2. Il complesso di Peter Pan

“Il mammone” dunque è un fenomeno diffuso e tipico della società italiana. Ma il vero problema è che questo, chiamiamolo “stato”, non ha una durata prestabilita (per esempio, entro 35 anni), anzi si dilaga e si amplifica ulteriormente. Così, la maggior parte dei mammoni anche dopo essersi finalmente trasferiti a casa propria, si accorgono ancora di più dell’intensità del legame creato dal “cordone ombelicale”.

E’ naturale: se fino a 35 anni il mammone era rimasto a vivere con i “suoi”, il motivo c’era. Ovvero, tanti motivi tra cui non solo sentimentali (non illudiamoci), ma soprattutto pratici. Quindi anche dopo essere diventato “autonomo” (per così dire) il figlio fedele continua visitare “i suoi” ogni giorno, perfino due volte al giorno: a pranzo o/e a cena, più precisamente.

Vedete, anche se il Peter Pan ha fatto un mezzo passo avanti ed è andato a vivere da solo… questo è un’apparenza che inganna. Dunque, la madre del mammone continua a cucinare per lui (pranzo, cena; lasagne, tortelli, arrosti ecc. surgelati nel caso di emergenza (i.e. se la mamma va in vacanza). Naturalmente, la madre ha le chiavi di casa di suo figlio. Come farebbe altrimenti a fargli il bucato e dare una mano riguardo tutti i lavori domestici?

Gli italiani lo chiamano: “aiuto”. Personalmente, ho qualche dubio che la scelta della parola sia corretta, in quanto più a lungo l’uomo rimane attaccato al cordone ombelicale della madre, più diventa incapace ad instaurare una vita di coppia a tutti gli effetti trasformandosi sempre di più in un handicappato incurabile nell’ambito delle relazioni personali.

Certo, “l’aiuto” della mamma lo fa sentire a proprio agio, rilassato, spensierato e protetto. Ma non diventa mai autonomo, il Peter Pan vive ai confini dell’immaginario. È come se il tempo si fermasse, come se l’infanzia durasse all’infinito. Non c’è da meravigliarsi che in Italia gli uomini di quaranta anni si credono “ragazzi” (probabilmente per molti di loro questo ancora è il periodo dell’adolescenza).

Negazione

In effetti, oggi giorno in Italia gli uomini di trent’anni equivalgono ai ventenni di una volta, i moderni quarantenni sostituiscono i “vecchi” trentenni, mentre gli odierni cinquantenni corrispondono ai precedenti quarantenni, o forse trentacinquenni. Non è che gli uomini italiani si rifiutano di invecchiare, e che i Peter Pan si rifiutano di diventare adulti!

Innanzitutto, i Peter Pan italiani hanno paura di qualsiasi tipo di responsabilità personale. Non ne vogliono. Punto. Non è colpa loro: non gli è stato insegnato di essere autonomi o prendersi attentamente la cura della donna che amano…ma di cogliere l’attimo e godersi la vita in santa pace! Perlopiù, gli uomini italiani sono già abbastanza stressati dagli impegni del lavoro, dalla palestra e soprattutto dalle partite di calcio che semplicemente non possono permettersi di assumere alcuna responsabilità in più. Come farebbero dopo tutto?

3. Migliori rapporti sessuali

Per esempio, un’altra cosa che distingue i Peter Pan dagli uomini sposati o accasati è la libertà. Non avendo alcuna responsabilità (salvo magari il lavoro) possono scegliere il da farsi e passare il tempo come vogliono e con chi vogliono. Cambiare “chi vogliono” quando vogliono. Un vantaggio significativo, di un’innegabile importanza vitale. Nessun segreto che nell’Italia moderna (come nel resto del mondo occidentale), le storie d’amore e i rapporti sessuali sono sempre più visti, e quindi vissuti, come un piacere unico, smisurato pur spesso effimero in quanto variabile e immediato. E allora perchè rovinare, o complicare, con il matrimonio proprio quella parte della vita che dovrebbe essere divertente?

Una volta, per avere dei rapporti sessuali la gente doveva sposarsi. La ragione ha cessato di esistere dagli anni ’70, quando la rivoluzione sessuale ha colpito i paesi del Mediterraneo.

Al contrario, oggi – e questo vale per tutto il mondo occidentale – le persone riescono fare più sesso (sia in termini qualitativi e quantitativi), acquisire vaste esperienze ed avere dei rapporti sessuali diversificati prima di sposarsi. Sembrerebbe un paradosso, ma è la realtà dei fatti. Le ragioni sono molteplici, è comunemente conosciute: figli, troppe cose da “sbrigare”, stanchezza, routine, perdita del desiderio, ecc.

4. La paura di fallimento

Può darsi, che i mammoni non saranno mai sufficientemente autonomi per instaurare un rapporto “come Dio comanda”, i Peter Pan avranno le fobie legate alla responsabilità e perdita dell’indipendenza personale… Eppure, le capacità mentali non gli mancano: quindi osservano e analizzano le esperienze altrui. Per cui in cima alla piramide costruita da tutte le altre motivazioni si ne aggiunge un’altra: la paura di fallimento.

Infatti, nell’Italia moderna i matrimoni tendono a sciogliersi in separazione dopo 16 anni e terminare con il divorzio dopo 19 anni. Naturalmente, questo vale per i matrimoni uniti tempo fa, quando la mentalità della gente italiana funzionava in modo leggermente diverso. Così, l’età media del uomo separato è di 47 anni, mentre per le donne l’età media è di 44.

Per quel che riguarda i matrimoni più recenti, essi tendono a distruggersi ancora più velocemente. Spesso non durano abbastanza a lungo per sperimentare la “crisi dei sette anni”.

Quindi, se il matrimonio, che secondo la tradizionale mentalità italiana, dovrebbe durare lungo quanto la vita stessa, nella vita reale ha la data di scadenza di 16 anni o anche meno… Perchè sposarsi?

Unioni di fatto 

Un altro dettaglio: è vero che alcuni matrimoni durano soltanto qualche anno, però spesso sono preceduti da plurienne convivenza. La “convivenza”, oltre ad essere “bellissima” per gli innamorati e “pesante” per i mammoni (se mai si decidono), è diventata una pratica comune razionale e pragmatica: “i giovani” devono vedere se effettivamente possa funzionare.

In Italia, il periodo di “convivenza” può durare per sempre. Innanzitutto, in questo modo gli italiani si sentono più liberi e quindi più protetti nel caso qualcosa dovesse andare storto. Il desiderio intrinseco di mantenere almeno una piccola parte di libertà personale e la fobia di scoprire un giorno che “lui/lei non è la persona giusta” sono i chiodi fissi nella mentalità italiana. In secondo luogo, la consapevolezza di essere in un rapporto non ufficializzato inconsapevolmente costringe gli italiani a curare di più il loro rapporto. Nulla è scontato, dopo tutto. In terzo luogo,  ottenere il divorzio in Italia è processo alquanto complicato, che nonostante la recente riforma, richiede molto tempo e molte risorse. Quindi, perché sposarsi?

…la donna moderna

La situazione nella quale lei gli chiede di sposarla, suona alquanto familiare. Soprattutto negli ultimi decenni, poiché gli uomini sono diventati sempre più riluttanti e allergici ai matrimoni. Per tutti i motivi citati sopra.

Tuttavia, anche questa situazione sta passando di moda… Poiché le donne italiane non sono più interessate al matrimonio in se. E perché dovrebbero, dopo tutto?

Buona notizie

La buona notizia è che la durata di vita in Italia è in crescente aumento. Nel 2016 gli uomini italiani hanno vissuto in media fino a 80 anni, mentre le donne hanno vissuto in media fino a 87 anni di età.

Chissà se oltre la qualità della vita, c’entra qualcosa anche il complesso di Peter Pan e il rifiuto di assumersi “eccessive” responsabilità? O forse, è dovuto alla capacità italiana di cogliere i momenti e il culto della vita? Sicuramente influisce anche il fatto che i bambini vengono concepiti nella seconda parte di vita il che costringe i genitori a rimanere giovani più a lungo e vivere di più? Probabilmente, c’entra anche il fatto che le donne hanno smesso di essere ossessionate con il matrimonio: meno stress per entrambi, un fattore importantissimo! Ma credo che anche i divorzi magicamente allungano la vita ad entrambi i sessi: fa venir voglia di cominciare da capo, vivere e sperimentare tutto ciò che era “illegale” e forse di rimettersi in gioco…chissà.

Perché la vita è fatta di amore. Noi abbiamo bisogno di amore: di darlo e riceverlo. Quindi alla fine anche un Peter Pan italiano sarà disposto a maturare: quando troverà la persona giusta.

Quindi la vera buona notizia è che in Italia l’amore trionfa sempre! Gli italiani, tutte le fisse mentali a parte, sono innamorati dell’amore. I veri maestri della passione e l’arte della seduzione, gli italiano credono nell’amore romantico e sincero. E quando lo trovano, la maledizione di innumerevoli fobie associate al matrimonio svanisce. Egli si sposa.

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 Cosa ne pensate a riguardo…?

By |2018-09-14T19:42:37+00:00gennaio 16th, 2017|Categories: Italians, L'amore e l'Italia|0 Comments

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