Parte 1 – Capitolo 4 – C’era una volta – Serena

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Parte 1 – Capitolo 4 – C’era una volta – Serena

La cosa curiosa dell’essere catapultati in una vita completamente nuova è che sei costretto a rivedere l’idea di te stesso. O di come potresti apparire agli occhi degli altri.” – Jojo Moyes, Io prima di te

C’era una volta…

…Serena che è stata “catapultata in una vita completamente nuova”… a scoprire per caso, o guidata dalla mano del Destino, che il suo uomo italiano non era solo suo…. E legalmente parlando, non era affatto suo.

Quelli di voi che seguono la presente storia d’amore sin dall’inizio (Parte 1, Parte 2, Parte 3) sanno che quello che inizialmente era pensato come una vacanza in Italia, aveva subito cambiato radicalmente il corso della vita di Serena. Tuttavia, quelli di voi che sono più perspicaci, probabilmente hanno già intuito che questa storia d’amore inizialmente perfetta è in realtà nata per alterare in modo imprevedibile il destino della ragazza, oltre al suo carattere, al suo mondo interiore, alla sua visione di vita … Ci vorrà un po ‘di tempo, ma Serena uscirà da questa storia d’amore come una persona nuova. Completamente rinata. Nel meglio e nel peggio. Ma lasciate che il tempo faccia il suo lavoro…

Serena

Quindi, prima di procedere alla narrazione della storia, ho deciso di scoprire alcuni segreti di Serena. Sia per rendere il suo personaggio più trasparente, intuitivo e quindi più facile da capire, sia per dare alla sua personalità più vita e più sfumature caratteriali. Sembra che sia la cosa giusta da fare, dal momento in cui Serena è una ragazza reale. Proprio come lo sono io o uno/una di voi.

Curioso, però che maggior parte di coloro che hanno conosciuto entrambe di noi, dicono che io e Serena ci assomigliamo tanto, come se fossimo la stessa persona. Altri, invece, ritengono che siamo completamente diverse e addirittura non abbiamo nulla in comune. Per come la vedo io, so solo che siamo “connesse” in un qualche modo. Il fatto è che la conosco da quando ero bambina. E forse per questo motivo, o l’altro, la porterò per sempre nel mio cuore. Per quel che riguarda lei, so che mi pensa sempre. Siamo “connesse”, e in realtà non importa quanto siamo simili o diverse.

Potrei solo dire, che come tutte le ragazze reali, Serena è un tipo a se. Una perla unica tra le ragazze. Come lo siamo tutte e tutti noi. Non importa se possa sembrare insolita alle persone ordinarie o alquanto ordinaria alle persone insolite, lei è quella che è: Serena Vandenrich.

E quando cominciò la sua storia d’amore, questa giovane donna aveva qualche scheletro nell’armadio… O almeno, era convinta di averlo. E forse più di uno.

Nel suo armadio…

Primo scheletro nell’armadio…o il segreto di essere “un’handicappata emotiva”

La ragazza che non credeva nell’amore

All’età di 24 anni Serena non si era mai innamorata (naturalmente, prima di incontrare Mauro). Serena non credeva che nella vita reale un vero amore, passionale e sconvolgente, romantico e duraturo, come quello descritto dai grandi classici, esistesse per davvero. Non perché era scettica o troppo timida. Né perché supponeva che il Principe Azzurro passasse di moda. Nè perché era frigida, pudica o omosessuale. Tuttavia, l’unica emozione che il sesso opposto riusciva a suscitare in lei, era infatuazione pura e futile. Con la data di scadenza di circa tre mesi. O meno.

Prendiamo, per esempio, la storia (importante!) con il suo unico (all’epoca) fidanzato, Eric.

Ex ragazzo

Serena era segretamente attratta da Eric sin da quando era una bambina. Il ragazzo aveva due anni più di lei ed inizialmente, piaceva così tanto alla signorina Vandenrich che essa non vedeva l’ora di crescere. Serena fu convinta che gli occhi verdi di Eric fossero più belli del mondo. Ogni volta che li guardava, Serena si sentiva come se fosse immersa nel Mar Baltico (tuttavia, Serena non amava particolarmente le coste del Mar Baltico trovando le sue acque assai fredde e il cielo alquanto nuvoloso). D’altro canto, Serena trovava la pelle di Eric troppo pallida, mentre le sue labbra le sembravano troppo sottili.

Eppure, baciava divinamente bene! La prima volta che aveva sfiorato le labbra di Serena con le sue, la nostra ragazza si sentì come se stesse per toccare il cielo. Un mese dopo, però, quando Eric le disse di amarla e che avrebbe voluto fare l’amore con lei, Serena si nascose dentro il guscio e mormorò qualcosa del tipo “…dobbiamo aspettare…” (Aspettare cosa?)

Passarono altri due anni della loro relazione platonica, nella quale non avevano ancora fatto sesso. L’esitazione di Serena era piuttosto semplice: “Perché fare l’amore se non mi sento innamorata? Potrei fare sesso invece, ma dato che sono vergine, non me la sento e preferisco aspettare“. Più volte, Serena spiegò ad Eric che con la frase “…dobbiamo aspettare…” sottintendeva “…aspettare finché ti amerò quanto tu ami me. In ogni caso, stiamo insieme.” Per il povero Eric non fu una spiegazione facile da accettare, eppure…

Fidanzato o il migliore amico?

Per rendere le cose ancora più disastrose, un anno più tardi, Serena non fu più in grado nemmeno di ricordarsi il motivo per cui si era fidanzata con Eric. Beh, era (e lo è ancora, eccome!) un bel ragazzo, estremamente alto e ben educato. Forse fin troppo. Eric aveva un carattere morbido e piacevole, che talvolta lo faceva sembrare privo di spina dorsale. Ed era esattamente come lo percepiva Serena. Eppure, Eric era allegro e divertente e Serena godeva la sua compagnia tanto quanto la vita stessa.

Di nascosto dai genitori, Serena lo convinse ad insegnarle a guidare l’auto. Fu la cosa più emozionante che Serena aveva sperimentato fino a quel momento! Con l’entusiasmo aspettava ogni nuovo giorno a venire, condividere l’avventura e le sue emozioni stupefacenti con il suo “miglior amico”… Inutile dire che le loro emozioni erano così diverse…

Essere o non essere, questo è il problema…

Un anno dopo, Serena finalmente capì che la duratura amicizia e l’amore fraterno che nutriva per Eric non potevano bastare per essere sua fidanzata. Eppure, Eric era il ragazzo che a Serena era piaciuto di più in tutta la sua vita. Era l’unico ragazzo in tutto il mondo di cui si preoccupava, a cui voleva bene e con cui si divertiva allegra a passare del tempo. Serena sarebbe felice di amarlo. Era il ragazzo giusto. Per cui, era naturale che Serena si sentì sconvolta… non sapeva più cosa voleva. Pertanto, cominciò seriamente a pensare a se stessa come se fosse un errore dell’Universo o che avesse qualche errore nel suo codice DNA femminile.

Intorno a loro, tutti furono convinti che Serena e Eric avrebbero fatto una coppia perfetta. Inoltre, le famiglie e, soprattutto, i genitori di Serena e Eric erano stretti amici dai tempi, come scherzava Serena, “in cui il mondo fu stato creato”, dando ai genitori, in tal modo, dei “dinosauri autentici”. (Avevo già accennato che Serena ed Eric si conoscevano sin da quando erano nati?) Logicamente, avevano un’immensità di amici in comune. Quindi, quando i due cominciarono a frequentarsi, era normale per tutti quanti credere che presto i “felici fanciulli” si fossero sposati. Eric vedeva e viveva la loro storia in quel modo. Ed Eric stava aspettando. Tuttavia, dopo quattro anni di una relazione platonica, Serena (che aveva appena compiuto 23 anni) finalmente decise di dire ad Eric che in realtà non poteva farlo, non poteva più continuare a sperare di amarlo un domani e soprattutto non poteva sposarlo. Tutti erano sconvolti… I genitori alquanto delusi. Un disastro totale.

Questo spiega che:
  • Serena si sentiva in colpa per aver deluso e profondamente ferito il suo migliore amico. Perlopiù, era arrabbiata con se stessa per non essere stata capace di innamorarsi dell’unico ragazzo con cui stava bene e a cui voleva un mondo di bene, l’unico in tutto l’Universo.
  • Come se non bastasse, Serena si sentiva terribilmente male per aver sconvolto i suoi amati genitori, i loro amici, e in realtà tutti. Senza che lei stessa ne capisse il vero motivo.
  • Per cui, si sentiva come una sorta di “handicappata emotiva” incapace di provare dei sentimenti romantici.

Secondo scheletro nell’armadio…o il segreto di essere una vergine di 24 anni

A parte Eric, Serena era completamente Newbie rispetto a tutto ciò che riguardava ragazzi, appuntamenti con i ragazzi, flirtare con i ragazzi, frequentare i ragazzi e, soprattutto, fare sesso. Le sue esperienze non andavano oltre i baci, ma anche i baci duravano solo nel breve tempo poiché molto presto la nostra ragazza si annoiava: sia del ragazzo sia del sua modo di baciarla.

Come ho già detto, all’età di 24 anni nella vita Serena aveva avuto soltanto una relazione: che non era né la storia d’amore né la storia di sesso.

Questo spiega che:
  • Nel campo delle emozioni umane sensuali, travolgenti e passionali Serena era una vera extraterrestre.
  • Perlopiù, all’età di 24 anni, Serena si sentiva un tantino vergognosa di essere ancora vergine, eppure preferirebbe morire, piuttosto che fare sesso per pura curiosità.

Terzo scheletro nell’armadio…o il segreto di avere il cervello sopra la media

Serena adorava studiare e le scienze adoravano lei. All’università, mi ricordo, la signorina Vandenrich era la studentessa più brillante del corso. Era semplicemente eccellente. Serena fu l’unica al di sotto di dottorandi di ricerca abilitata di scrivere e pubblicare articoli nel campo della cyber- e psico- linguistica presso la rivista Accademica dell’Università.

Tuttavia, Serena non si era mai lodata per essere intelligente. Perlopiù, si sentiva alquanto frustrata di essere attratta più dalle scienze che dagli uomini. Valeva anche al contrario: è un fatto ben noto che gli uomini sono più attratti dalle ragazze superficiali piuttosto che dalle “secchione”. Raffinatissima Marilyn Monroe aveva reso questo pensiero convenzionale pubblico.

Modestamente, all’interno di se stessa Serena sapeva di avere più memoria, migliore capacità analitiche e l’intuito da ricerca più sviluppato rispetto alla maggior parte delle persone in toga intorno a lei. Avete mai sentito che usiamo soltanto il 15% del nostro potenziale cognitivo? Appunto.

Questo spiega che:
  • Serena aveva grandi ambizioni di carriera.
  • Il suo unico vero amore era l’amore ad imparare ed esplorare. L’emozione trascendentale e l’adrenalina pura scorrevano veloci nelle sue vene ogni tal volta che la ragazza stava per scoprire qualcosa di nuovo. Fu una sorta di sua dipendenza vitale, che le dava il senso di vita, della realtà, della perfetta libertà mista alla consapevolezza di avere la mente sopra la media. Non a caso, Serena raggiungeva il senso di massima felicità nei momenti in cui la sua mente stava espandendo i propri confini.
  • La giovane signorina Vandenrich era ben consapevole che alcuni degli studenti (e purtroppo perfino alcuni professori dell’Università) la consideravano “altezzosa”. Si preoccupava? Niente affatto. Al contrario, Serena preferiva essere vista come una snob altezzosa piuttosto che rivelare il suo segreto e ammettere di avere una mente al di sopra di loro.

Quarto scheletro nell’armadio…o il segreto di nove cicatrici e dei denti storti

Serena non pensava di essere bella. Si accorgeva che i ragazzi talvolta erano attratti da lei, ma fu consapevole che chiunque di loro avrebbe rinunciato a lei abbastanza velocemente. Dopo tutto, non fu un segreto per nessuno che la “fanciulla” preferiva la compagnia di libri polverosi nelle vecchie biblioteche a complimenti superflui e alla baracche tra i giovani.

All’età di 19 anni, la signorina Vandenrich ebbe un grosso incidente automobilistico, aveva sopravvissuto per puro miracolo. E quando i ricordi più spaventosi se ne erano andati, nove piccole cicatrici rimasero in vari posti del suo giovane corpo. Non erano brutti, tuttavia Serena aveva bisogno di tempo per accettarli.

Inoltre, fu convinta di pesare qualche chilo in più rispetto alla forma ideale che le piacerebbe avere. Dove li aveva trovati, temo che rimarrà un altro segreto di Serena del tutto personale. Nessuno avrebbe potuto dire che aveva bisogno di perdere peso, tuttavia Serena era certa che senza questi 3/4 kg sarebbe stata molto meglio. Eppure, essendo una vera golosona, adorava il cibo fatto in casa da sua madre per sacrificarlo alla dieta. Quindi, col cuore in pace, decise di tenersi i “Kg in più” e godersi la vita.

Infine, i denti di Serena erano un tantino storti. Il padre di Serena aveva insistito più volte che bisognava aggiustarli portandola quasi di prepotenza dai migliori odontoiatri della città, ma in nessun modo la signora Vandenrich di 13 anni circa poteva accettare l’idea di portare delle “parentesi in metallo” in bocca. Poi, per un tempo che sembrava quasi interminabile. Per complicare ulteriormente le cose, il suo adorato fratello minore aveva lo stesso problema. Di conseguenza, i due fratelli si davano un reciproco sostegno morale riuscendo a convincersi in un qualche modo che “in realtà i denti storti danno il giusto carattere dei volti”. Come l’avevano fatto, anche questo rimane un segreto.

Questo spiega che:
  • Serena non aveva mai lodato la sua bellezza, dal momento in cui non si era mai considerata o sentita bella. Finché un giorno…
Continua…

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By |2018-09-14T17:26:50+00:00gennaio 5th, 2017|Categories: C'era una volta|0 Comments

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